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La cultura storica e la sfida dei rischi globali - Page 19


11 Esempio massimo della riduzione e della cancellazione dei rischi per decreto é quello del Protocollo di Kyoto del dicembre 1997. Si tratta del "primo esempio nella Storia in cui il mondo scientifico ha forzatamente indotto l’attivazione di un trattato legalmente vincolante, per un problema ecologico globale le cui soluzioni non sono ottenibili tramite meri shifts tecnologici" (A. Di Fazio, op. cit., p. 8). Sulle vicende che hanno condotto al voltafaccia degli Usa (che avevano firmato il Protocollo il 12 novembre 1998) e al compromesso di Marrakesh v. Vittorio Sartogo, Guerra, Wto, Clima, "Giano", n. 39, settembre–dicembre 2001, pp. 73–82.

12 Delle riflessioni sul tema, uno dei più frequentati negli ultimi decenni del secolo XX, ricordiamo Reinhart Kosellek – Christian Meier, Progresso. Prefazione di Lorenzo Ornaghi, Venezia, Marsilio, 1991 (ed. orig. 1975); Gabriel Gosselin, Changer le progrés, Paris, Editions du Seuil, 1979; Christopher Lasch, Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica, Milano, Feltrinelli, 1992; Gennaro Sasso, Tramonto di un mito. L’idea di "progresso" tra Ottocento e Novecento, Bologna, il Mulino, 1984; Paolo Rossi, Naufragi senza spettatore. L’idea di progresso, Bologna, il Mulino, 1995. Questi saggi sono tutti mirabili sul piano della storia della cultura; ma nessuno di essi dice (a farla breve), che se "progresso" é il paradigma economico–produttivo corrente e continua a significare immissione massiccia di carbonio nella biosfera, esso equivale ad una sicura condanna a morte dell’umanità.

13 Su questi concetti, oltre alle opere di J. Rifkin e di V. Silvestrini citate alla nota 1, si veda Enzo Tiezzi, Tempistorici, tempi biologici. Presentazioni di Barry Commoner e Laura Conti, Milano, Garzanti, 1984, che può essere inteso come una introduzione alla storia dal punto di vista del "tempo entropico" (cfr. spec. pp. 55–57).

14 Günther Anders, Tesi sull’età atomica, in Id., Essere o non essere. Diario di Hiroshima e Nagasaki. Prefazione di Norberto Bobbio, Torino, Giulio Einaudi editore, 1961, pp. 201–209. Lo "scarto" é " la frattura [...] fra la nostra capacità produttiva e la nostra capacità immaginativa", fra produzione e sentimento, responsabilità, etica (p. 203).

15 Hans Jonas, Il principio responsabilità. Un’etica per la civiltà tecnologica, Torino, Giulio Einaudi editore, 1990 (ed.orig. 1979), pp. 282–283.

16 Sebastiano Timpanaro, Il Verde e il Rosso. Scritti militanti, 1966–2000 a cura di Luigi Cortesi, Roma Odradek, 2001, p. 211: "La stessa storia umana non ha proceduto sempre (anzi, non ha proceduto il più delle volte) per successive negazioni–inveramenti: vi sono state, come vi sono nella vita di ciascun singolo essere umano, quelle che chiamerei "perdite secche’. E la finale estinzione della specie umana (che avverrà in ogni caso, anche se, come é ormai non improbabile, non sarà affrettata di molto dall’uomo stesso, da un progresso tecnico inquinante e mortifero) sarà la "perdita secca’ più globale".

17 Tra i governanti delle più importanti Potenze vanno ricordati Brandt e (limitatamente al primo periodo del suo potere, e con molte e varie riserve) Gorbaciov. Dagli uomini di Stato italiani non sono venute dimostrazioni di "coscienza atomica", ma, al contrario, molte e continue prove diinconsapevolezza e forse di ignoranza tout court. La classe politica statunitense ha in materia di rischi globali posizioni che, in relazione all’immenso potere di cui dispone, sono da qualificarsi come criminali.

18 "[...] siamo giunti ad un punto di crisi storica. Le forze generate dall’economia tecnico–scientifica sono ora abbastanza grandi da distruggere l’ambiente, cioé le basi materiali della vita umana. [...] Il mondo deve cambiare. [...] E il prezzo del fallimento, vale a dire l’alternativa a una società mutata. E’ il buio": Eric. J. Hobsbawm, Il Secolo breve, Milano, Rizzoli, 1995, pp. 674–675.

19 Sul lavoro di carotaggio svolto dalla stazione sovietica (e ora russa) Vostok v. A. Di Fazio, op. cit., p. 14–15 (e relativa nota 10). Ivi, pp. 11–16, una serie di raffigurazioni diacroniche di fonte americana e russa della concentrazione di CO2 in atmosfera negli anni successivi alla rivoluzione industriale. Altre notizie in J.–P. Delèage, Storia dell’ecologia. Una scienza dell’uomo e della natura, Napoli, CUEN, 1994 (ed. orig. 1991), spec. cap. 12.

20 Si veda in particolare B. Commoner, op. cit., pp. 52–53 e cap. 9; più in generale D. Worster , op. cit., cap. XVI. Non é certo casuale che la concezione olistica dell’ambiente planetario si affermi negli anni della seconda guerra (la prima che sul piano geografico é stata veramente "mondiale’) e delle sue conseguenze; ma essa ebbe importanti premesse nell’opera di Vladimir Ivanovic Vernadskij, La Biosphére (Leningrad 1926, Paris 1929), con la "concettualizzazione della vita terrestre concepita come totalità" (J.–P. Delèage, op. cit., p. 198) di biosfera e di ecosistema unitario. Tra il 1938 e il 1943 lo scienziato russo diede una continuazione alla propria opera con il concetto di Noosfera. Si veda ora l’edizione italiana, La biosfera e la noosfera. A cura di Davide Fais. Prefazione di Edo Ronchi. Postfazione di Gleb Dobrovol’skij, Palermo, Sellerio editore, 1999.

21 Il dibattito tra "pessimisti" e "ottimisti" ha attraversato con vicende alterne gli studi sulla rivoluzione industriale per un secolo, e più ancora se si parte dal "pessimismo" dei classici (Ricardo, Malthus, Engels, Marx); in proposito, per una prima informazione e per un’illustrazione diretta delle posizioni contrapposte, rimando a E.J. Hobsbawm, Studi di storia del movimentooperaio, Torino, Giulio Einaudi editore, 1972 (ed. orig. 1964), scritti n. 5, 6, 7 e all’ultraottimista R.M. Hartwell, La rivoluzione industriale inglese, Roma–Bari, Editori Laterza, 1973 (ed. orig. 1971) scritti X e XI. Si veda anche la successiva nota 27.

22 K. Polanyi, La grande trasformazione. Introduzione di Alfredo Salsano, Torino, Giulio Einaudi editore, 1974. I riferimenti sono rispettivamente alle pp. 229, 232, 56.

23 A. Salsano, Introduzione, ivi, p. XX.

24 K. Polanyi, op. cit., p. 228.

25 J.H. Clapham, An Economic History of Modern Britain, Vol. I, Cambridge, Cambridge University Press, 1926.

26 Se ne veda l’edizione italiana: Friedrich A. Hayek, Il capitalismo e gli storici, Firenze, Sansoni, 1967 (con una Presentazione di Rosario Romeo).