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Giano 55. Dossier Guerra (aprile 2007)


L'inverno 2006 sarà ricordato dalle prossime generazioni perché il suo andamento fortemente irregolare e il moltiplicarsi dei segni ambientali funesti ha finalmente determinato perlomeno la dichiarazione dell'emergenza Terra. Nel giro di pochi giorni, tra gennaio e febbraio, la Commissione dell'Unione Europea per l'ambiente e l'Intergovernmental Panel on Climate Change hanno iniziato quella che potrà essere una rivoluzione culturale decisiva per le sorti dell'Uomo. Ne sono parti integranti la denuncia del trend ambientale catastrofico e il riconoscimento che esso è dovuto al malgoverno delle attività umane. Cose che l'ecologia e i filoni di ricerca connessi ripetono da quasi mezzo secolo, che l'esperienza diretta e le inquietudini del subconscio sociale già avevano registrato, ma che il ceto politico della comunità internazionale e della globalizzazione hanno fino a ieri negato, che le corporations mirano a falsificare e che, d'accordo con loro, George W. Bush ha sistematicamente censurato. Il fronte dell'umanicidio è potente, e non c'è da farsi frettolose illusioni, ma sembra che qualcosa stia cambiando nel rapporto di forze.

"Giano" è da vent'anni nella prima linea degli "apocalittici consapevoli"e anche in questo numero, caratterizzato da una densa sezione intitolata alla Guerra, è presente l'intreccio dei due massimi problemi; del resto, lo Stato più inquinatore è anche la maggior fonte di guerra del nostro tempo. Lo sviluppo del dossier va, con voci e accenti diversi, dai grandi problemi teorici ai caratteri della situazione attuale. Dopo un ragionamento introduttivo di carattere generale (L. Cortesi), intervengono da angolature diverse U. Nobile (da Clausewitz al rischio nucleare), E.M. Massucci (il 1914 come "passato che non passa"), D. Suvin (sulle cosiddette "nuove guerre"), L. Bonanate (guerra e democrazia), Anna Sabatini Scalmati (coinvolgimenti psichici e regressivi), V. Sartogo (il vulnus ambientale). L'ultima parte del dossier (M. Zucchetti, G. Garibaldi) è dedicata alla continua proliferazione orizzontale ma soprattutto verticale degli armamenti nucleari e spaziali, i cui effetti di estremizzazione del rischio sono rappresentati dall'avanzamento delle lancette del Doomsday Clock a 5 minuti alla mezzanotte.
Degli altri articoli si segnalano particolarmente quelli di D. Di Fiore (sui compromessi del governo italiano in politica estera), di A. Triulzi (Somalia), Farian Sabahi (Iran) e Suzanne Cowan ( i soldati americani come "combattenti involontari"). Richiami e approfondimenti ai problemi del pacifismo in relazione alle attuali
questioni internazionali, e in particolare alle basi Usa di Vicenza e Aviano sono presenti negli scritti di Peyretti, Tissino, Cortesi, Di Fiore.