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Giano 53. Allahu Akbar. Problemi del medio oriente islamico (aprile 2006)

 

Il presente fascicolo lega il proprio tema centrale, il Medio Oriente, alla memoria di Giancarlo Lannutti (Roma, 27 ottobre 1931- 8 maggio 2006). Uomo di grande disponibilità, membro del Comitato Scientifico di "Giano", amico carissimo, l'avevamo messo a parte del nostro progetto, ed egli aveva accettato di collaborare. Avrebbe dovuto scrivere degli ultimi sviluppi della questione palestinese, riprendendo il discorso di L. Cortesi, Palestina e Medio Oriente (n. 52, pp. 7-27) con le cui linee centrali concordava, ma che avrebbe saputo precisare e approfondire con la sua superiore conoscenza diretta del terreno. Già colpito dalla malattia, non aveva "mollato" né il lavoro per "Liberazione" né i propri interessi di lettura e di studio, nei quali portava un impegno politico e morale prioritario che aveva dato un senso forte e orgoglioso alla sua vita. Sindacalista di prima formazione, militante nelle file del socialismo di sinistra, poi comunista (ma rivendicava l'unità delle sue scelte), Giancarlo aveva eletto il Medio Oriente a centro della sua vita intellettuale e d'una straordinaria sensibilità internazionale. Autore, oltre che di corrispondenze e di articoli di alto giornalismo, di volumi sulle regioni e le civiltà dell'area islamica, egli aveva concentrato l'attenzione dapprima sull'Iran e poi sulla Palestina e sui problemi determinati dalla politica di Israele. I problemi, appunto, sui quali stava preparando il nuovo scritto per "Giano"
Questo numero, che esce senza la sua preziosa collaborazione, è dunque dedicato a Giancarlo Lannutti, alla sua coerenza, al suo esempio di impegno critico e politico sempre aperto e disponibile alla discussione.
Il focus del fascicolo è il Medio Oriente islamico. Il numeroso gruppo di scritti si giova della collaborazione di studiosi e intellettuali biograficamente e culturalmente legati a quell'area. L'intenzione è quella di presentare i problemi di ciascun paese e Stato, con riguardo anche alla politica internazionale. Sono presenti, a vari livelli di analisi, Iran (F. Sabahi), Iraq (V. Strika, S. Torretta), Libano (S. Rossi), Siria (L. Trombetta), Turchia (M. Guida), Egitto (P. Zanelli), oltre che, nei vari scritti e interventi, Palestina-Israele. Direttamente al quadro internazionale e globale sono dedicati i saggi di A. Baracca - sulla questione nucleare e sulla proposta di fare del Medio Oriente una "nuclear free zone" - e di F. Marcelli (sull'Onu, la guerra e il caso del Medio Oriente), mentre V. Pugliano riepiloga i dati dei paesi islamici dell'area.
Completano il fascicolo, oltre ad una riflessione di D. Di Fiore su Milosevic e il nazionalismo serbo, alcune ricerche di particolare importanza. M. Zucchetti ricostruisce i tests nucleari della "guerra fredda" e i loro costi in vittime umane da parte sia americana sia sovietica; M. Piccioni si occupa degli attuali problemi del lavoro in Francia e in Italia; D. Johnstone ripercorre criticamente i fatti di Srebrenica del 1995 e le relative polemiche, col proposito di demistificare un'informazione mediatica palesemente unilaterale.