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Giano 50. Emergenza acqua (aprile 2005)

 

Giano 50 - 2005

Uno dei nostri editoriali è dedicato a commentare brevemente la fine della seconda guerra mondiale e la Resistenza. Ben poca cosa nella ridda di commemorazioni, di rivelazioni, di stravolgimenti in cui si è riversato il prepotere dell'industria culturale e dei media revisionisti. Ma il capitolo storico del 1945 è tetragono alla falsificazione, e noi ci atteniamo a quanto facemmo nel 1995, dedicando al cinquantenario tre fascicoli (i nn. 19, 20 e 21, con il titolo comune 1945 anno zero) che anticipavano tesi interpretative e repliche polemiche oggi più che mai valide. Le contraddizioni principali di quel 1945 furono non tra la liberazione americana e l'improbabile complesso nazi-comunista di totalitarismi antidemocratici, ma tra le forze della pace tra i popoli e la spinta a rendere la guerra permanente; tra lo spirito della Resistenza e la tendenza già presente alla "guerra fredda"; tra l'esigenza di sovrannazionalità e i bombardamenti atomici; ed anche tra una concezione della lotta di classe come processo di socializzazione della politica e il disporsi dell'Unione Sovietica e dei partiti comunisti ad una ulteriore verticalizzazione statuale dei poteri. A queste idee restiamo legati come a direttrici rigorose di ricerca storica e politica. Il fatto che nel 1945 sia stato aperto il vaso di Pandora dell'energia atomica dà un senso più preciso al secondo editoriale, nel quale Massimo Serafini ribadisce il rifiuto del nucleare di fronte alle crescenti pressioni tese a riaprire il discorso.
Ma il presente n. 50 ha il suo centro nel Dossier Acqua curato da Vittorio Sartogo. Studiosi e promotori di una nuova concezione e pratica sociale della globalità (Giorgio Nebbia, Fabio Marcelli, Federico Valerio, Marina Forti, Michele Paolini, Francesco Martone, oltre allo stesso Sartogo) hanno unito i loro sforzi per fornire un quadro essenziale del problema idrico mondiale e dei suoi vari aspetti economici, giuridici, politici. Al tema è dedicata anche la nostra copertina, che riproduce il rapporto fra terra e acqua, tra la vita sociale e il complesso ancora ignoto delle acque oceaniche così com'era raffigurato nella cultura classica dell'Occidente. Ma l'ispirazione del dossier è saldamente legata all'acqua come problema sociale globale: "Nel 2000 - si legge in un Rapporto dell'Onu sullo sviluppo umano - almeno 1,1 miliardi della popolazione mondiale, circa un quinto, non ha avuto accesso ad acqua sicura. Il doppio delle persone (2,4 miliardi) sono state prive dell'accesso a strutture sanitarie migliorate. L'Asia ospita il 65% della popolazione senza acqua sicura, e l'Africa il 28%. Nell'ambito delle strutture sanitarie l'Asia ospita l'80% della popolazione non servita, e l'Africa il 13%".
Le consuete rubriche di attualità e analisi dei problemi internazionali e globali e dei loro riflessi nella cultura non sono meno ricche che nei precedenti numeri della rivista. Se vogliamo segnalare al lettore alcune punte di grande interesse indichiamo il contributo di Raniero La Valle sul papato di Giovanni Paolo II, l'intervista di Anna Cotone a Jamal Juma, e l'importante inedito al quale affidiamo il ricordo di Pier Giovanni Donini; mentre l'analisi del Venezuela di Chavez condotta da Raffaele Nocera è una anticipazione del doppio dossier che nei prossimi numeri intendiamo pubblicare sull'America Latina.