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Giano 42. Il settimo sigillo (settembre-dicembre 2002)

Giano 42. Il settimo sigillo (settembre-dicembre 2002)

Quanto si svolgeva durante la preparazione del fascicolo (chiuso alla fine di gennaio 2003) giustifica il titolo apocalittico "Il Settimo Sigillo". La guerra domina necessariamente le pagine della rivista, che è dedicata all'analisi e alla prevenzione dei rischi globali e dominata dall'incombere d'una crisi di civiltà.
Se guerra non ci sarà, si dice nell'editoriale, essa sarà sostituita da una serie di Blitze e di bombardamenti distruttivi; gli Usa lasciano trapelare anche il possibile uso di armi atomiche. Tutto fa prevedere che gli Usa vogliano il controllo del Medio Oriente con tanta determinazione da superare le obbiezioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e della grande maggioranza della popolazione del Pianeta. Essi sembrano anche disposti a mettere a repentaglio le loro alleanze europee e da provocare gli incidenti che innescheranno la guerra. Ma la loro condotta apre molti problemi, che risulteranno ancor più radicalizzati dalla scelta militare.

La domanda "perché la guerra?" è all'origine di numerosi articoli. È il petrolio la principale causa della volontà di guerra americana, oppure le sue ragioni vanno - scrive l'economista M. Pivetti -p? "oltre il petrolio", per investire la dipendenza dell'economia Usa dalla spesa militare e quindi dalla violenza che essi imprimono alle relazioni internazionali? Gli Usa - osserva E. Modugno - sono in guerra dal 1941, e tutto va visto nel quadro degli strascichi del 1929, la grande crisi irrisolta che domina la storia contemporanea.
La tesi della prevalente responsabilità di Washington si articola in una serie di analisi della politica e della strategia militare americane (Minolfi, Imbriani, Piccin, Paolini) e in un severo richiamo alla crisi del diritto internazionale e dell'Onu (Marcelli). La questione palestinese è presente con scritti di G. Lannutti e A. Vurchio, mentre F. Corrao traduce e commenta due componimenti poetici di Sa-adi Yusuf.
Nell'ampio spettro degli articoli segnaliamo l'ampio profilo che V. Sartogo traccia dell'eminente merceologo ed ecologo Giorgio Nebbia.