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Giano 38. Guerra infinita (maggio-agosto 2001)

GIANO 38
GUERRA INFINITA

Avevamo progettato un fascicolo meno complesso, caratterizzato da una riflessione collettiva sui fatti di Genova, sulla repressione della protesta, sulla realtà e le prospettive del movimento che nel dicembre 1999 prese il nome da Seattle. Ciò che è avvenuto nel mondo a partire dall'11 settembre (noi "chiudiamo" in data 30.9) ci ha costretto a rivedere l'impostazione di questo n. 38. Genova è rimasta presente alla nostra attenzione, ma questa ha dovuto allargarsi ai fatti americani e alle loro radici mondiali. Ci è stato utile l'esperienza del Seminario di Pisa del marzo scorso su "Stato, globalizzazione, guerra", i cui atti abbiamo pubblicato nel precedente n. 37; ci sono stati utili, ovviamente, le ricerche sugli sviluppi della situazione internazionale e sull'aggravarsi delle condizioni globali dopo la guerra balcanica del '99 (i nn. 34, 35 e 36 sono stati dedicati alla guerra e alla Nato).

Non intendevamo in ogni caso fare una sommatoria di articoli su fatti e temi singoli; volevamo invece individuare le linee di congiunzione dei problemi esplosi nel breve spazio di due mesi, tra luglio e settembre, in punti del mondo tanto lontani tra loro. Genova, gli attentati di New York e Washington, la prima scomposta reazione degli Usa fino alle premesse dell'operazione militare che è stata chiamata "giustizia" e poi "guerra infinita", "crociata", "campagna globale". Operazione che è in corso mentre scriviamo, e che può avere esiti terribili. I lettori giudicheranno se siamo riusciti nell'intento di "comprendere" l'intero processo e di dare l'idea della sua irreversibilità, ma, contemporaneamente, di rimandare ancora una volta alla grande svolta geopolitica e strategica del 1990-91 come alla vera matrice del presente sconvolgimento.
Il "punto" del fascicolo è dedicato ad un'altra esperienza di studio collettivo: i saggi di Giorgio Nebbia, Nicola Labanca, Michele Nobile, Marcello Cini sono infatti i testi riveduti di lezioni del Seminario "L'ultimo secolo. L'eredità del Novecento" tenutosi a Napoli nella primavera 1999. Altri saggi compariranno sui prossimi numeri, a meglio definire l'approccio interdisciplinare dell'iniziativa e a fornire nuovi strumenti per una lettura critica del secolo XXI.
Da abbonati e lettori ci attendiamo giudizi, consigli, proposte; e, se è possibile, iniziative di dibattito e di diffusione della rivista. Ultim'ora (8 ottobre)
L'operazione di guerra è cominciata, come nel 1991 e nel '99, con una pioggia di missili e bombe. Il terrorismo anglo-americano ha indossato la maschera e i guanti del chirurgo, ma non può dissimulare le fattezze del becchino. Bush e Bin Laden hanno illustrato le loro ragioni. Noi siamo contro entrambi gli Stati maggiori belligeranti e contro i rispettivi metodi. Ma siamo, incondizionatamente, dalla parte dei poveri e degli sfruttati, per una più efficace e laica organizzazione della loro lotta di liberazione, per una loro e nostra più alta coscienza politica globale alternativa. Intendiamo anche dire: la natura ha soglie e scadenze che devono ormai avere un peso determinante nella strategia di chi si batte per una storia diversa. (Dir.)