Skip to main content

Giano 34. Dossier NATO (gennnaio-aprile 2000)

GIANO 34

La pubblicazione di una serie di studi e interventi sulla NATO in una sede di analisi critica e di impegno contro le alleanze militari e contro ogni guerra è qualcosa che in Italia- a parte gli utili contributi di "Limes" - non avveniva da lungo tempo. Forse da prima degli anni ‘70, quando il processo di occidentalizzazione del Partito comunista italiano si accelerò, per culminare nel 1976 con il riconoscimento dell'Alleanza e dei suoi vantaggi da parte del segretario Enrico Berlinguer. La maggioranza del movimento operaio organizzato fu da allora mantenuta estranea e lontana dai problemi della politica internazionale e dalla loro fenomenologia militare, e infine interessata ad essi su un piano di adesione e di gestione concordata con la classe dominante.

È difficile dire quanto debbano essere fatte risalire alla mancanza di una reale e seria contestazione in materia di politica estera e internazionale la diffusa ignoranza di quei problemi e la stessa indifferenza ad essi della maggior parte degli intellettuali; e quanto il provincialismo dei nostri studi, il folklorismo dei nostri dibattiti parlamentari, la riduzione e decurtazione sistematica della politica sulla generalità dei mass media. Più facile è rilevare i guasti derivanti dal fatto che al potere sono oggi le forze che rappresentano, insieme, un lontano e perfino disconosciuto passato di opposizione e l'avvenuta integrazione nei grandi interessi economici e politici del sistema vigente, e nelle loro sempre più ambiziose proiezioni strategiche e militari. La NATO è la forza polivalente che rappresenta insieme quegli interessi e queste proiezioni, come hanno dimostrato le azioni belliche contro la Jugoslavia e l'allargamento a Est dell'Alleanza. In realtà, studiare la NATO significa conoscere l'Occidente nella molteplicità dei suoi aspetti, anche quelli che in apparenza sono estranei al militare; anche il suo sistema politico, ed anche le politiche interne.
Alla nuova strategia e alle dinamiche della NATO noi dedichiamo dunque in questo numero 34 una prima serie di saggi e interventi; seguirà una seconda serie, un dossier "NATO 2" che è già in fase di avanzata preparazione e che contiamo di far uscire entro il prossimo settembre. Ci auguriamo che la conoscenza dei due fascicoli sia utile, e si imponga anzi come necessaria documentazione non solo al mondo del pacifismo, ma a tutti coloro che sono interessati ai problemi internazionali.
Non ci sfugge, naturalmente, l'esistenza di crisi gravi alle quali non possiamo dedicare tempestivamente le nostre pagine. Mentre consegniamo questo numero alla stampa avvenimenti drammatici si svolgono nell'area israelo-palestinese e ai confini tra Etiopia ed Eritrea: entrambe le situazioni possono avere sviluppi tragici, tali da modificare gli assetti territoriali e politici vigenti. A queste e ad altre crisi in atto non mancheremo di dedicare attenzione nei prossimi fascicoli.
Ma "Giano" non è solo una rivista di politica internazionale. Del presente numero segnaliamo in particolare i sei interventi su Biotecnologie e società; i nuovi orizzonti della scienza biologica e i limiti naturali e vitali oltre i quali essa è spinta dalle pressioni economiche e dagli sviluppi delle biotecnologie costituiranno d'ora in avanti un tema di studio e di riflessione sul quale non mancherà la nostra presenza. (Dir.)