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Giano 32. Jugoslavia / 2 (maggio/agosto 1999)

Giano 32

Come diciamo nella Premessa a Quadrante Jugoslavia 2, questo fascicolo 32 di "Giano" è ancora largamente dedicato alla recente guerra balcanica e ai problemi connessi. Benché nuove crisi stiano esplodendo nel mondo, prevediamo che anche sul prossimo numero pubblicheremo analisi e approfondimenti su quella guerra e sulle sue conseguenze. Di altri argomenti di attualità trattiamo nell'Osservatorio, e ci proponiamo di scrivere più ampiamente nei prossimi fascicoli.
Al Quadrante Jugoslavia 2 affianchiamo la sezione "Il punto", con una serie di scritti sul tema dei rapporti tra ecologia e politica, che fa seguito alla discussione su Ecologia e società svoltasi sul nostro n. 27.Se un elemento di riflessione comune alle due parti va rilevato, esso è costituito dalla distanza della politica dai problemi reali e dalla loro stessa percezione.

Si potrebbe dire non soltanto che manca un governo della "globalizzazione", che è solo affidata al procedere cieco e socialmente catastrofico dell'economia in versione neoliberista, e alla relativa geopolitica, ma che manca nel ceto politico dominante, la cui cultura e la cui condotta vanno rapidamente omogeneizzandosi in tutto l'Occidente, la coscienza della fase storica e delle esigenze che ne vengono dettate, ma che restano disattese, sia dalle questioni di vita e di sicurezza della grande maggioranza del genere umano sia da quell'apparente "esterno" alla storia che è la biosfera. La distanza tra la coscienza e l'essere, della quale altre volte s'è parlato, ci sembra dunque ormai irrecuperabile da parte della attuale cultura politica del G8 e della Nato.
Si tratta, per chi crede questo, di ricominciare anche dai livelli modesti d'un saggio, d'un intervento; di ricominciare dalla ricerca, senza nascondersi gravità e urgenze e senza rinunciare all'iniziativa immediata, ma confidando soprattutto in una rielaborazione e ricostruzione della politica. (Dir.)