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Giano. Pace ambiente problemi globali (n. 16 / 1994) - Page 3

Anche a questo proposito noi partiamo dalle stesse considerazioni che abbiamo fatto sulla svolta reazionaria in corso. La conferenza di Rio del 1992 si chiuse con risultati pratici deludenti, che Vittorio Sartogo illustrò sul nostro n. 11 rilevando che anche da parte dei più illuminati tra gli zelatori del capitale non si andava più in là di un affidamento dell'etica della produzione e dei consumi alle regole di mercato e ad una concezione prometeica dello sviluppo. Non è certo un caso che il concetto di "gap prometeico" e la critica più radicale alla tipologia dominante di progresso siano venuti da uno dei grandi fondatori del pacifismo di lotta dell'era atomica, Günther Anders; come non è un caso che gli ultimi impegni di studio di Balducci siano stati più direttamente rivolti al paradigma industrialistico e scientistico della modernità e alle ricadute in termini di violenza e di guerra.

Il piano di ricerca e la sperimentazione tematica di "Giano" devono affrontare quest'ordine di questioni con la coscienza della loro unità nell'ambito di una peace research che sia "scienza nuova" aperta in tutte le direzioni e a tutte le attinenze, e quindi a quel ripensamento totale dei vecchi orizzonti ideologici e culturali che ci siamo proposti fin dall'inizio. E devono affrontare il nuovo e più vasto quadro problematico con il pieno senso dell'importanza politica d'una ricostruzione dell'intelletto generale del socialismo a contatto con le sfide dell'"età globale".

Dir.