Roma, Casa delle Culture, in via di San Crisogono 45 - Trastevere. sabato 23 gennaio, ore 10-18
ore 10-13 "Giano. Pace ambiente problemi globali". Un progetto da rilanciare Introduce: Isidoro Mortellaro Dibattito
ore 14-15.30 Conclusioni operative del dibattito ore 16-18 In ricordo di Luigi Cortesi Introduce: Fabio Marcelli
Sarà presentato il volume di L. Cortesi Storia del comunismo. Da Utopia al termidoro sovietico, Manifestolibri 2010 Introduce: Andrea Panaccione
Sono previsti contributi di storici, studiosi, allievi e amici di Luigi
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Luigi Cortesi, Storia del comunismo. Da Utopia al Termidoro sovietico, Manifestolibri (La nuova Talpa), gennaio 2010 Euro 65,00, pp. 816 ISBN: 9788872855799
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Dalla quarta di copertina:
Non si può ridurre il comunismo all'Unione Sovietica e al suo sistema geopolitico, né la sua essenza sociale all'insieme di istituzioni burocratiche e partitiche che le si sono sovrapposte; non si può neppure restringere la sua cronologia al "secolo breve", anche se lo spettro della rivoluzione ha assunto dimensioni mondiali soprattutto a partire dal 1917.
Possiamo considerare il comunismo l'ombra che ha sempre accompagnato il capitalismo, e che gli resterà a fianco quale proposta alternativa.
Il comunismo è il conflitto sociale stesso, il movimento in atto, la cui forza motrice risiede nella disuguaglianza tra le classi e i grandi gruppi umani. La sua storia non può lasciare indifferente nessuno, poiché nessuno è rimasto al di fuori di essa.
Fare luce su problemi tanto complessi attraverso una ricostruzione storica è il fine principale di questo volume, che restituisce la mappa dell'"assalto al cielo" dalle più antiche utopie fino all'esperienza bolscevica e alla sua crisi. Riproporre una riflessione sulla vicenda del comunismo si rivela tanto più decisivo in un tempo in cui il sistema mediatico e l'ideologia oggi dominante sono impegnati a dichiararne la morte, laddove i rischi globali generati dal capitalismo riattualizzano in forma drammatica e urgente la necessità della sua critica.
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DALLA STORIA DEL MOVIMENTO OPERAIO AI PROBLEMI GLOBALI Ricordando Luigi Cortesi: il compagno, lo studioso
GIOVEDÌ 15 OTTOBRE 2009 - ore 18.30
L'incontro si terrà nei locali del Circolo “Che Guevara” del PRC via Annella di Massima 16, Napoli (Vomero) 081/0786797
Luigi Cortesi (Bergamo 1929 - Roma 2009), nel 1945 è stato partigiano combattente. Ha diretto la Biblioteca Feltrinelli di Milano, la “Rivista storica del socialismo” e la rivista “Giano. Pace ambiente problemi globali”. Professore di Storia contemporanea all’Istituto Universitario Orientale di Napoli. Segnaliamo qui, in ordine cronologico, le opere di cui è stato autore o curatore.
Luigi Cortesi, direttore di questa rivista, è morto il 2 settembre 2009. In questa pagina pubblichiamo, oltre al nostro Ricordo, gli articoli e le lettere che ci sono pervenute e la sua bibliografia.
La redazione
In ricordo di Luigi Cortesi
I compagni della Redazione e del Comitato scientifico di «Giano»
Luigi Cortesi ci ha lasciato. Con lui se ne va uno dei maggiori storici italiani del movimento operaio, socialista e comunista; uno studioso militante che seppe sempre unire passione e militanza politica al rigore scientifico, all'acume analitico. Nato a Bergamo nel 1929, Cortesi si avvicinò all'antifascismo da ragazzino, nel 1944-45. A 16 anni i primi contatti coi gruppi clandestini, le prime manifestazioni di antifascismo studentesco e qualche azione coi partigiani, che egli ricostruirà molti anni dopo in un bell'articolo autobiografico sulla Rivista di Studi italiani del giugno 2001.
 | Questo (ultimo?) numeroCome abbiamo già comunicato con mezzi diversi, i tre fascicoli di "Giano" previsti per il 2008 non usciranno; si riprenderà, se le condizioni lo consentiranno, con il 2009. Dopo 19 anni di vita difficile - una durata che faceva pensare ad una sicura stabilità tra le principali riviste nazionali - "Giano" è costretto a sospendere le pubblicazioni. Lo fa malvolentieri, rendendosi conto che l'interruzione è un segno di per sé negativo; ma non è stata trovata una diversa soluzione ai problemi aperti. Il motivo immediato della sospensione - ragioni di salute del direttore - è semplice e perfino sproporzionato; ma il Comitato Direttivo, da quasi tre anni al corrente della situazione, e al quale ho rimesso nel giugno scorso il mandato, non è stato in grado nelle riunioni e consultazioni degli ultimi mesi di designare un nuovo direttore, o una direzione collettiva, cui non sarebbe mancato il contributo di esperienza e di solidarietà di chi ha fondato e diretto fino a questo momento la rivista, che non può che auspicare una felice ripresa delle pubblicazioni. Ciò significa, in primo luogo, che il CD non si è, in un tempo tanto lungo, costituito come gruppo coeso di progettazione e di lavoro, di diffusione e sostegno della rivista; ma significa anche che l'esperienza stessa di "Giano" non è rimasta immune dal clima generale di incertezza e di crisi. La Direzione può assumersi in questo la propria parte di responsabilità; può aver accentrato troppo su di sé, può aver richiesto una collaborazione senza corrispettivi culturali incoraggianti; può aver ecceduto in coscienza apocalittica, soprattutto, forse, può aver troppo insistito sul riconoscimento alla rivista di un valore politico precisatosi dagli anni '80 in qua, un valore che si è tentato appunto di costruire sulla base di quella coscienza. Sicuramente, la Direzione ha fallito nella formazione del gruppo direttivo e nel suo consolidamento. Dopo una fase iniziale di confronti duri e selezioni - una ricerca di identità e originalità proprie, un'insistenza sugli aspetti di responsabilità politica del lavoro intellettuale e sui temi centrali del nostro impegno, l'incontro con un editore intelligente e solidale, interessato anche all'orientamento culturale della rivista - la normale amministrazione ci ha preso la mano. |
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